No, perché?
Ho appena scoperto SugarSync, che è un clone di Dropbox e fa, a occhio, le stesse cose (per chi non lo sapesse: uno spazio web gratuito con file e cartelle che si sincronizzano in automatico tra computer diversi, compresi dispositivi mobili).
Metto qua il link così se vi iscrivete mi regalate spazio:
(insieme a Riccardo Capecchi avevo fatto questa cosa nell’ipotesi in cui, e invece no, pazienza)
(Source: iconoplastica)
Sai quel momento, quando sei negli alberghi, dopo che sei sceso a far colazione, trascinandoti un po’ a fatica e solo perché mancavano cinque minuti alla chiusura, quel momento che torni in stanza e ti fai una doccia e poi tutto umido e ancora mezzo istupidito di stanchezza ti rovesci sul letto che potresti anche prender sonno, se volessi, e invece rimani lì con gli occhi semichiusi finché ti ricordi che non hai messo il cartellino non disturbare e quindi da un momento all’altro potrebbero entrare le cameriere a rifar la stanza, e ti basterebbe tirarti su e aprire la porta e andarlo ad agganciare alla maniglia per non essere più disturbato da anima viva fino alla fine dei tempi, però non lo fai perché non ne hai voglia, perché non hai un cazzo voglia di fare quel metro e mezzo che ti separa dalla porta, ecco, per me essere in vacanza è quella cosa lì, più delle cene fuori e di andare al mare e i posti e le spiagge e le feste, sta tutto lì, in quel non averne voglia lì, per me, il senso di essere in vacanza.
Ho scritto
una cosa lunga, di là, dove non vado quasi più.
Lavorare serve a conquistare cose delle quali poi desidereremo liberarci con tutte le forze
Cose di Italia
Stamattina son rimasto a casa, alle otto e mezza deve venire il tecnico Telecom ad allacciare la nuova linea telefonica. Lui si chiama Lorenzo, è gentile e puntuale, mi dice che deve andare a predisporre l’allacciamento ma torna subito, la centralina è a duecento metri da casa, questione di pochi minuti.
Mi telefona dopo un quarto d’ora e mi dice: c’è un problema, c’è una macchina parcheggiata proprio davanti all’armadio della centralina, è a due dita dallo sportello, non può lavorarci. Però mi dice che ha chiamato i vigili, li sta aspettando, mi richiamerà.
Richiama. I vigili sono arrivati e hanno constatato che in quel tratto non c’è nessun cartello di divieto, né tantomeno rimozione eccetera, per cui la macchina (una vecchia familiare verde) ha tutto il diritto di star lì, e in pratica non possono far niente, c’è solo da aspettare che il proprietario se la porti via. Poi aggiunge che la macchina ha tre dita di polvere ed è bella malmessa, sembra che sia lì da un bel po’.
Alla fine si scusa e dice che deve andare a far altri lavori, e si raccomanda di chiamarlo se vedo che qualcuno sposta la macchina. Altrimenti c’è da far ripartire la pratica, riassegnarla eccetera, insomma aspettare.
E niente, aspettiamo.
