Sulle elezioni europee
Stamattina ho fatto una riflessione, tutto un ragionamento in cui sostenevo che militare politicamente a partire dai sedici anni di età non serve a niente, se non a diventare con moltissima probabilità vecchi e disillusi a trenta.Specie se poi vedi il partito che ti sta mangiando in testa (in barba a tutte le pugnette della società civile, dei candidati vicini alla gente e bla bla) fare un bel casting di volti televisivi, mettergli in testa un bignamino di politica e via, verso l’Europa, e tu che magari in una discussione più lunga di trenta secondi gli spaccheresti il culo, a questo qua che ha dieci anni meno di te e da domani farà il parlamentare europeo mentre te sei consigliere di quartiere a Culonia, a te ti girano le balle, perché non avrai mai l’occasione di dimostrarlo. Mai. E anche se ce l’avessi, non interesserebbe a nessuno.
Poi dopo vedi che il tuo partito disastrato vuole inseguire quegli altri su quel terreno lì, e allora pensi che hai buttato via la tua vita, che bastava un corso di dizione, una buona dieta, qualche telefonata in più. E ti rendi conto che non avrai mai la possibilità di prendere una sola decisione della vita che non riguardi altri che te stesso, e forse sarà quasi bello, se riuscirai a non impazzire.
Dicevo, avevo in mente tutta una cosa di grande disillusione e per questo ho deciso di non scriverla, però ho trovato questa cosa che ho scritto un annetto fa, che va ancora bene.
Chi ha inventato la democrazia avrebbe dovuto mettere un’avvertenza: “Attenzione - non funziona in paesi con teste di cazzo eccedenti il 50% della popolazione”.