No, perché?

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La posta di stark (ispirata da questo post)

Domanda: “Come faccio a sapere se il mio libro è bello?” 
Risposta: “Non lo è” 
“Ma come, ma non lo hai nemmeno letto” 
“Fidati” 
“Io intendevo in generale”
“In generale non lo è”
“Ma se lo fosse?”
“L’avresti pubblicato. L’hai pubblicato?”
“No”
“Allora è brutto”
“Ma pubblicano anche un sacco di libri orribili!”
“Certo. Ma questo non contraddice la mia affermazione. Né rende migliore il tuo libro”
“Ai miei amici è piaciuto”
“Sicuro?”
“Me lo hanno detto loro”
“Fagli una domanda a trabocchetto per verificare se l’hanno letto davvero. Tipo se gli è piaciuto un personaggio che nel libro non c’è”
“Ma perché dovrebbero mentirmi?”
“Perché sono tuoi amici”
“A chi dovrei farlo leggere allora? Ai miei nemici?”
“È un’idea”
“Magari potrei”
“Scherzavo. Nessuno leggerà il tuo libro”
“E quindi cosa devo fare?”
“Guarda, un buon modo è far passare un po’ di tempo. Chiudi il tuo libro in qualche cassetto e rileggilo tra due o tre anni. Garantito che farà schifo anche a te”
“Potrei farlo leggere a te”
“Certo, come no. Non riesco nemmeno a leggere i libri che compro, figurati se sto dietro a te”
“E quindi?”
“C’è anche gente che si fa pagare per valutare i libri”
“Ne vale la pena?”
“Non lo leggeranno neanche loro. Le prime due o tre pagine bastano e avanzano a farsi un’idea. Specie quando il libro è brutto, come nel tuo caso”
“E quindi?”
“Potresti mandarlo direttamente a un editore”
“L’ho mandato a un sacco di editori, non mi hanno neanche risposto”
“Figurati se rispondono. Ci scommetto che manco l’hanno letto”
“E perché?”
“Perché è brutto”